Il futuro dei rifiuti organici
è circolare e decentralizzato
Come il futuro delle società globali sia vincolato alla loro capacità di progredire su traiettorie circolari è ormai notorio. La logica lineare non è più sostenibile e la transizione è più urgente che mai. In questo senso molti sono gli sforzi che la comunità globale sta focalizzando su questo tema, trovandosi spesso di fronte al dilemma di come mettere davvero in atto il cambiamento. Vincoli tecnologici e geografici, di fattibilità economica e legati alle abitudini dei consumatori sembrano frenare molto la transizione al vero futuro sostenibile. Tuttavia, come testimoniano le molte storie di successo, esiste una parola chiave su cui concentrarsi per risolvere il dilemma: decentralizzazione.
Il fondatore dell’azienda Ing. Piero Rusconi Clerici ha intuito la necessità di questo cambio di paradigma oltre 20 anni fa quando iniziò ad occuparsi di tecnologie per il processo degli scarti organici, confrontandosi a livello globale per comprendere i modelli di gestione più giusti e le tecnologie abilitanti vincenti. Un cuore e una mente tecnologica e visionaria ha condotto l’azienda in una fase intermedia di ingegneria e design Made in Italy di soluzioni e macchinari innovativi, specialistici sia per la frazione organica domestica che per quella legata alla ristorazione e cucine professionali. Dopo aver creato una rete globale con le proprie tecnologie, l’azienda ha creato nel 2023 ERESYS (Earth Rescue Systems), divisione ad alto potenziale di Ecofast Italia che si occupa di soluzioni integrate, circolari e decentralizzate per il recupero, trattamento e valorizzazione delle biomasse alimentari, che per loro natura non devono essere viste come scarti o rifiuti organici, ma direttamente come una MPS (Materia Prima Seconda) il cui valore è edibile e va messo a disposizione della collettività. Le principali aree tecnologiche in cui l’azienda crede fermamente sono la cogenerazione pirolitica per la produzione di energia elettrica e termica, il compostaggio per la produzione di fertilizzanti e la bio depurazione e filtrazione delle acque di recupero. Le tecnologie aziendali sono utili anche a monte della produzione di biogas.
Centralizzato
Decentralizzato
Distribuito
Il brand aziendale immortala una Fenice verde, con venature argentate e il “becco acceso”, per abbracciare in toto la missione dell’azienda e la sua visione di futuro degli scarti organici. La fenice rappresenta la capacità di risorgere a vita nuova dalle proprie ceneri secondo un’idea di ciclo di vita perpetuo e in continua trasformazione, utilità e valore. Rivolta verso l’alto nell’atto di spiccare il volo, la fenice ha il becco acceso di giallo come simbolo della soluzione di produzione di energia (from waste to energy), mentre le sue ali sono verdi con la forma di foglie non solo per simboleggiare la soluzione di produzione di fertilizzanti da ridonare a Madre Natura, ma per ispirare in generale la transizione green come futuro della società. Associata agli dei del sole, in mitologia egizia la fenice non sorgeva dal fuoco ma dall’acqua, simbolo di vita, cui l’azienda riserva una soluzione ad hoc (bio filtrazione). Infine, le venature argento simboleggiano la tecnologia (acciaio) e il suo ruolo pivotale nell’abilitare i nuovi modelli decentralizzati di economia circolare, indispensabili per il vero futuro sostenibile.
Infatti, l’attuale modello centralizzato di recupero, trattamento e valorizzazione dei rifiuti organici presso grandi impianti non è solo inefficiente, ma anche inefficace. Come mostrano i dati ufficiali ISPRA, i rifiuti organici rappresentano il 40% della totale raccolta differenziata e ben il 32% di questa frazione viene ancora conferita in discarica o incenerimento. Questo non sarà più possibile grazie ai trend normativi in corso a livello globale, come ad esempio la normativa europea n. 2018/851.
- Il 35% della popolazione vive nelle grandi città, mentre il restante 65% in aree rurali o in piccole città e sobborghi.
- L’attuale modello centralizzato prevede che i rifiuti organici vengano trattati in pochi impianti di grandi dimensioni che devono gestire ingenti quantità, necessitando di una logistica distributiva molto complessa, costosa e di per sé impattante a livello ambientale.
- Gli stessi impianti, oltre a richiedere importanti capitali d’investimento, sono insostenibili senza importanti incentivi statali e per di più poco efficaci in termini di resa e di residui dei propri processi di lavorazione.
- I rifiuti organici se non vengono trattati entro le 70 ore dalla loro generazione iniziano a degradare, portando a percolamento, inquinamento e nocività delle aree che li ospitano.
- La qualità della raccolta differenziata è fondamentale per ottimizzare i processi di trasformazione circolare e molto dipende dal cittadino. Quest’ultimo non ha ad oggi alcun incentivo, se non quello della propria responsabilità, nel gestire al meglio la raccolta differenziata. Non si può pensare di adottare con successo tecnologie circolari senza rendere tali anche le economie che le usano.
Il futuro dei rifiuti organici è destinato a passare attraverso nuove tecnologie e modelli decentralizzati di medie e piccole dimensioni, capaci di intercettarli, trattarli e valorizzarli il più vicino possibile a dove vengono generati. Questo nuovo paradigma realizza grossi risparmi nelle casse dei comuni (comunità) e rappresenta la soluzione più virtuosa per minimizzare l’impatto ambientale dei rifiuti organici, oltre che permettere la ridistribuzione etica del suo irrinunciabile valore.
Questa è la missione di Eresys, che grazie alla sua esperienza e passione vede il futuro sostenibile dei rifiuti organici, trasformati in prossimità in:
- biocombustibili, per produrre in modo pulito e diffuso sul territorio sia energia elettrica che termica
- fertilizzanti, da ridonare alla Madre Terra ciò che ci ha permesso di produrre e consumare
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