Ecofast Technology

In assenza di tecnologie decentralizzate e adeguate per la piccola scala, l’attuale modello di gestione dei RO basato sulla RD e il trattamento impiantistico si è reso ragionevolmente necessario per far fronte a due aspetti che caratterizzano la complessità di questo settore. Da un lato, la grande eterogeneità di soggetti che generano rifiuti, in termini di loro tipologia e composizione, dall’altro la capillarità geografica delle fonti di RO e le loro concentrazioni così diverse tra aree urbane, periferiche e rurali. Questi due aspetti sono stati al centro della progettazione tecnica dei macchinari Ecofast per poter sviluppare una tecnologia vincente e abilitare il nuovo modello di gestione decentralizzata dei RO proposto dall’azienda. Il primo aspetto caratterizzante la filiera del RO viene risolto dall’efficacia della tecnologia di trito-disidratazione Ecofast che la rende idonea a processare ogni tipologia di scarto organico, da quello più morbido e acquoso a quello più duro e resistente (es. ossa e carapaci). Inoltre il posizionamento dei macchinari presso o in prossimità delle realtà che generano i RO fa sì che siano gli operatori a conferire direttamente gli scarti organici, permettendo quindi di minimizzare la presenza di corpi estranei non conformi e massimizzando la purezza dei materiali trattati.

La seconda caratteristica della filiera ha fatto sì che l’azienda sviluppi macchinari con un ottimo rapporto tra la capacità di processamento (kg/h) e la loro compattezza, per offrire flessibilità e scalabilità alle soluzioni, che non solo ottimizzano gli ingombri e gli spazi necessari, ma offrono la piena compliance con le normative HACCP per un luogo di lavoro igienico e pulito.

L’ultimo aspetto progettuale che permette la sostenibilità operativa del processo di primo trattamento dei RO è la tecnologia snella che l’azienda ha brevettato, capace di minimizzare le necessità manutentive dei macchinari, per una loro massima efficienza e continuità operativa.

La tecnologia Ecofast, nel suo insieme, si compone di tre processi fondamentali: la triturazione e la disidratazione centrifuga sono i due principali, mentre il pompaggio funge da vettore di trasferimento dei materiali all’interno e all’esterno dei macchinari.

La triturazione

Questa tecnologia rappresenta il primo step nella valorizzazione del rifiuto organico alimentare, è un processo igienico e sicuro e viene avviato dall’operatore attraverso la semplice pressione di un pulsante. La triturazione Ecofast si distingue da quelle più comuni sul mercato che prevedono tipicamente lame rotanti al fine di tagliare e tritare i rifiuti alimentari. Infatti, gli scarti alimentari cadono piuttosto su una piastra rotante che girando ad alte velocità, attraverso la forza centrifuga, vengono spinti contro un anello di triturazione con funzione abrasiva. Questo anello scompone gli scarti alimentari “tal quale” in particelle uniformi, assicurando sia il massimo rilascio della parte liquida sia un’ottima omogeneità capace di migliorare le rese tutti i processi a valle di valorizzazione. Inoltre, dato il processo di triturazione centrifuga, la tecnologia Ecofast è accreditata come selettiva per i materiali considerati impropri. La plastica, essendo più leggera, non verrà processata, accumulandosi di fatto al centro della piastra rotante, mentre in presenza di metalli la macchina si ferma per permettere all’operatore di rimuoverli. Durante il processo di triturazione viene immessa dell’acqua per permettere il trasporto dei rifiuti triturati attraverso l’utilizzo di una pompa.

TRITURATORI Stand-alone

S390
S651
S451

La disidratazione centrifuga

Questo processo è il cuore della tecnologia brevettata Ecofast ed è di straordinaria importanza poiché permette l’abbattimento alla fonte del peso e del volume dei RO grazie alla separazione della loro parte acquosa da quella solida valorizzabile. Questo aspetto è cruciale anche per efficientare i processi di valorizzazione dei RO a valle che prevedono anzitutto la loro essiccazione.

La disidratazione si articola in una prima fase di pompaggio di RO tritati, che vengono portati all’Idroestrattore. Quest’ultimo è l’unità che effettua fisicamente il processo di disidratazione centrifuga, separando la parte liquida attraverso la doppia azione di un cilindro forato che ruota ad una velocità più bassa rispetto alla coclea alloggiata all’interno, la quale sospinge verso l’alto la frazione solida. La componente liquida può potenzialmente essere trattata tramite sistemi di bio-depurazione per essere ricircolata sul processo di triturazione con lo scopo di ridurre il consumo di acqua o conferita alla rete fognaria. Al termine del processo la frazione solida dei RO trito-disidratati (ROTD) viene raccolta in un bidone pronta per essere conferita ai percorsi di valorizzazione.

Le principali componenti dell’idroestrattore sono:

  1. Un cilindro contenente parti rotanti (un vaglio microforato cilindrico a maglia finissima (diametro 1,5 mm fori) e una coclea).
  2. Un motore che assicura i movimenti al micro vaglio cilindrico e alla coclea.
  3. Un sistema di cinghie e pulegge di trasmissione per movimentare il vaglio e la coclea a velocità diverse
  4. Una flangia di ingresso per la miscela di rifiuti alimentari triturati e acqua.
  5. Uno scivolo di scarico dei rifiuti disidratati.
  6. Uno scarico per l’acqua di processo.

Le principali caratteristiche tecniche dell’idroestrattore sono:

  1. Riduzione del peso: 45/50 % (in media).
  2. Riduzione del volume: fino all’85%.
  3. Riduzione significativa di odori/perdite (meno frequenze nella raccolta dei rifiuti)
  4. Importante riduzione della salinità (all’interno dei rifiuti trito-disidratati, la conducibilità è di 1,14 mS/cm): un miglioramento dei processi e dei sottoprodotti aerobici e anaerobici.

Il processo di trito-disidratazione può avvenire sia attraverso macchine compatte (SC1, SC1200 ed S3) dove il trituratore e l’idroestrattore risiedono all’interno della stessa stazione, sia attraverso soluzioni stand-alone. Quest’ultime si riferiscono ad unità di triturazione e disidratazione distinte e collegate attraverso tubature e trovano impiego qualora ci fosse l’esigenza di svolgere i due processi in spazi o tempi separati.

DISIDRATORI Stand-alone

Dehydra II
D1400
D1400

Le Stazioni Complete di Trito-Disidratazione e i benefici di adozione

S3
S3 Visione Interna
SC1200
La differenza fondamentale tra il modello S3 ed SC1200 è la capacità di carico. Il secondo, infatti, è dotato di un vano di carico dei RO dove alloggia una coclea che imbocca automaticamente i materiali al processo di triturazione. Il modello SC1200 è idoneo per le applicazioni dove sono più alti i volumi di RO da gestire, non tanto per la capacità di processamento interna che è identica per i due macchinari. L’SC1200 piuttosto permette all’operatore di conferire in modo 4massivo i RO nella macchina con un conseguente risparmio di tempo, senza la necessità di imboccare a piccole quantità all’ingresso della S3, più idonea per applicazioni all’interno delle cucine professionali.

Tabella 5 - I bisogni soddisfatti delle soluzioni Ecofast stand- alone

Operativo-gestionali

Grazie alla loro capacità di abbattere in media del 50% il peso e dell’80% dei RO, le macchine Ecofast permettono di risolvere la complessità operativa della gestione degli scarti organici, offrendo la possibilità di non accumularli con conseguente impegno di spazio e movimentazione da parte degli operatori.

Operativo-economici
Questa gestione genera anche dei risparmi operativi sulla manodopera richiesta per le attività di gestione dei RO, oltre che le attività di sanificazione e l’acquisto dei sacchi per la spazzatura.
Igienico-sanitarie
Migliorate condizioni igienico-sanitarie dei locali che generano e che stoccano i RO, facilitazione alla compliance con le normative HACCP di riferimento. Inoltre, la disidratazione dei RO abbatte il loro tasso di fermentazione portando all’eliminazione degli odori sgradevoli.

Altre Soluzioni

Recupero delle acque reflue output del trattamento dei rifiuti organici attraverso processi di biofiltrazione elettrochimica.
Trasformare le biomasse di scarto in biocombustibili per la produzione di energia elettrica e termica a bassissime emissioni.
Ridonare a madre natura potenti nutrienti per il suolo, trasformando gli scarti organici in compost e ammendanti di alta qualità.
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