Eresys Blue

Per garantire una gestione completamente circolare e sostenibile dei processi connessi alla valorizzazione degli scarti organici, è possibile riutilizzare anche la frazione liquida (denominata “juice”) derivante dal processo di trito-disidratazione dei macchinari Ecofast.

Questa frazione, ricca di sostanze organiche disciolte, può essere trattata mediante l’uso di un biofiltro elettroattivo, il quale ospita una complessa comunità microbica capace di trasferire gli elettroni derivanti dal proprio metabolismo a un letto di carbonio elettroconduttivo.

Tale meccanismo facilita e accelera la biodegradazione delle sostanze organiche presenti nelle acque di scarico e i suoi potenziali contaminanti.

La comunità microbica all’interno del biofiltro opera in modo sinergico, condividendo gli elettroni generati dal proprio metabolismo. Questo approccio consente l’ottimizzazione delle risorse metaboliche disponibili e, in definitiva, una biodegradazione più efficace e rapida dei contaminanti organici.

In sintesi, il filtro elettroconduttivo funge da catalizzatore, distribuendo un flusso costante di elettroni per favorire la rimozione dei contaminanti in maniera più tempestiva e performante.

In collaborazione con un’azienda spagnola leader nel trattamento delle acque industriali, che opera in settori strategici come quello alimentare (vitivinicolo, birrificio, lattiero-caseario), petrolchimico, automobilistico e farmaceutico, sono stati condotti numerosi studi e prove tecniche per sviluppare e implementare soluzioni innovative di gestione circolare della frazione liquida “juice”.

Il biofiltro elettroattivo può inoltre essere progettato e gestito per diversi obiettivi specifici:

  1. Ottimizzare i processi di nitrificazione, ossidando l’ammonio in nitrato, con la produzione di un effluente utilizzabile come fertilizzante.
  2. Favorire la denitrificazione, rimuovendo l’azoto sotto forma di azoto gassoso, in linea con eventuali requisiti normativi relativi agli standard di scarico.

In aggiunta, la corrente elettrica generata dai microrganismi elettroattivi può essere strettamente correlata al processo di decontaminazione. Questo permette di fornire in tempo reale all’utente dati sullo stato operativo del biofiltro e sulla qualità dell’acqua trattata, consentendo un controllo dinamico e proattivo del sistema.

L’integrazione di un biofiltro elettroattivo rappresenta un approccio pionieristico nella gestione degli scarti liquidi, combinando la sostenibilità con l’innovazione tecnologica. La capacità di monitorare in tempo reale le prestazioni del filtro attraverso la misurazione della corrente elettrica microbica offre un significativo vantaggio operativo, riducendo i tempi di intervento in caso di inefficienze.

In conclusione, Eresys Blue è un sistema che si allinea perfettamente alle più recenti normative ambientali, che spingono verso una maggiore circolarità nei processi industriali e agricoli, e offre la possibilità di valorizzare gli scarti trasformandoli in risorse, come fertilizzanti di qualità.

Stazione di pirogassificazione

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