Eresys Red
La seconda soluzione per valorizzare i RO, dopo che sono stati trito-disidratati, è finalizzata a trasformarli in biocombustibili innovativi per la produzione di energia elettrica e termica. In particolare, il rifiuto organico trito-disidratato, subisce prima un processo di essiccazione che lo porta ad un’umidità residua compresa tra il 10% e il 15%. Questo processo, che avviene nell’arco di 24h all’interno di un essiccatore che integra un sistema di movimentazione interna dei materiali, rende i materiali idonei al successivo processo di pellettizzazione. Per eseguire al meglio questa trasformazione, l’aggiunta di un agente strutturante ligno-cellulosico altamente granulare (es. segatura) è necessaria con una percentuale compresa tra il 5% e il 10%.
Il processo di pellettizzazione avviene attraverso una macchina pellettizzatrice, la quale conclude questa cruciale fase di trasformazione degli scarti alimentari, rendendolo un combustibile incredibilmente sostenibile ed efficace a tutti gli effetti.
Una volta ottenuto il pellet esso viene valorizzato attraverso la gassificazione pirolitica, un processo di decomposizione(sublimazione) termochimica ottenuto mediante l’applicazione di calore e in assenza di un agente ossidante (es. ossigeno). La pirogassificazione è particolarmente interessante poiché da un lato è altamente efficiente, sfruttando il 90% della biomassa, dall’alto presenta bassissime emissioni grazie all’assenza di ossigeno che permette di inibire l’emissione di CO e CO2. Al contrario, questi ultimi vengono catturati all’interno dei materiali residui della pirogassificazione, conferendo loro proprietà particolari che li rendono tutt’altro che uno scarto da dismettere, ma piuttosto un vero e proprio nuovo prodotto: il Biochar. Quest’ultimo è rinomatamente considerato un ammendante di altissima qualità non solo perché è ricco di carbonio e sostanze nutritive per il terreno, ma anche per la sua capacità di trattenere l’umidità nel terreno e accrescere la vita microbica.
La produzione di energia tramite la pirogassificazione avviene con il contributo di un motore Stirling, che tramite la combinazione di gas ad alta temperatura e acqua di raffreddamento produce energia elettrica e converte il calore in energia termica usando proprio l’acqua come vettore.
Le principali caratteristiche di questo modello sono:
- Alta efficienza grazie alla produzione combinata di energia elettrica e termica.
- Circolarità completa grazie alla produzione di Biochar
- Bassissime emissioni di sostanze inquinanti e azione di sequestro della CO2.
- Flessibile a vari tipi di rifiuti di biomassa.
- Adatto sia per installazioni off che on grid
- Elevata automazione e controllo remoto.
- Manutenzione semplice e diagnosi predittiva.
- Integrazione con altre fonti energetiche (es. fotovoltaico)
Usando la pirogassificazione come fonte di riscaldamento residenziale o business, si ottengono di vantaggi apprezzabili anche a livello economico oltre che ambientale. Basti pensare che un Mc di gas metano equivale a 7 Kw/h termici, esattamente la quantità di energia termica prodotta dalla stazione pirolitica impiegando 2 kg/h di biocombustibili. Considerando che il prezzo al consumatore finale del gas metano oscilla tra gli 1,20 e 1,50 euro al Mc, si evince come l’adozione della pirogassificazione può portare a risparmi importanti per gli usi legati all’uso di acqua calda (riscaldamento, lavatrice, lavastoviglie, doccia e cura della persona, pulizie).
All’interno delle soluzioni Energy, proponiamo anche una soluzione di dimensioni maggiori, che possa fungere da centro stella a livello urbano per il conferimento delle biomasse di scarto (Forsu, potature e sfalci, legname, digestato, pollina, sansa, fanghi, gusci legnosi, …). Si tratta di tecnologie di cogenerazione pirolitica con una alta capacità di processamento dei materiali in input che sfruttano le tecnologie del motore diesel per convertire il calore in energia elettrica. Montate su strutture skid containerizzate, queste tecnologie si articolano su un range di soluzioni che vanno dai 42 Kg/h ai 240 Kg/h di biomassa in input, per generare dai 35 kWe ai 200 kWe. Di seguito si riportano i parametri medi di esercizio delle varie soluzioni.
| Info generali | Config 35 | Config 50 | Config 102 | Config 109 | Config 200 |
| Configurazione | Container 20’ (6,1×2,4×2,6 m) | Container 20’ (6,1×2,4×2,6 m) | n. 2 Cont 20’ (6,1×2,4×2,6 m) | Container 30’ (9,1×2,4×2,9 m) | n. 2 Cont 30’ (9,1×2,4×2,9 m) |
| Peso | 7.525 kg | 7.550 kg | 15.100 kg | 12.000 kg | 24.800 kg |
| Potenza elettrica | 35 kWe | 50 kWe | 100 kWe | 100 kWe | 200 kWe |
| Potenza termica netta | 51 kWth | 73 kWth | 146 kWth | 146 kWth | 292 kWth |
| Consumo biomassa | 42 kg/h | 60 kg/h | 120 kg/h | 120 kg/h | 240 kg/h |
| BioChar prodotto | 2,9 kg/h | 4,2 kg/h | 8,4 kg/h | 8,4 kg/h | 16,8 kg/h |
| Risparmio annuo energia primaria | 78,8 TEP/anno | 112,5 TEP/anno | 225 TEP/anno | 225 TEP/anno | 450,1TEP/anno |
| Risparmio annuo CO2 | -230,7 ton/anno | -329,5 ton/anno | -659,1 ton/anno | -659,1 ton/anno | -1.318,1 ton/anno |